Tina Lagostena Bassi

Milano, 2 giugno 1926 – Roma, 4 marzo 2008

Tina Lagostena Bassi

Milano, 2 giugno 1926 – Roma, 4 marzo 2008

Biografia

È passata alla storia col l’epiteto di “avvocato delle donne”, per via dell’impegno che dedicò alla difesa dei diritti femminili. Dopo la laurea in Giurisprudenza a Genova, da avvocato avviò una carriera come assistente alla cattedra di diritto penale e poi divenne titolare di quella di Parma. Anni dopo aver creato uno studio assieme al marito, approdò al Ministero di Grazia e Giustizia, promuovendo una serie di riforme. Balzò alle cronache nazionali per la difesa dei diritti delle donne – tra cui, il più famoso, riguardante il Massacro del Circeo in cui difesa una delle vittime – rompendo il muro del silenzio che, fino ad allora, aveva troppo spesso coperto la violenza e lo stupro. Si batté affinché quest’ultimo fosse inserito nel codice penale come reato contro la persona e non più, come era stato fino ad allora, contro la morale. Quello contro Angelo Izzo, ad esempio, fu il primo processo ripreso dal vivo dalle telecamere della Rai nel Tribunale di Latina, durante il quale Tina si scagliò contro la difesa degli aggressori, che tentavano di minimizzare il dramma per via di una presunta “passività” della ragazza. Fu la prima in assoluto a citare il termine “stupro” durante l’arringa, portando alla luce la coltre che avvolgeva le donne vittime di violenza. Per via di così tanto impegno, fu chiamata come rappresentate italiana al Convegno Mondiale per la Pace nel 1983 e divenne una delle fondatrici del “Telefono rosa”. Fu anche eletta alla Camera dei Deputati con Forza Italia e ricoprì importanti cariche del Governo, continuando a svolgere il suo impegno in difesa delle donne. Ebbe il merito di portare all’attenzione del grande pubblico vere e proprie piaghe dell’Italia contemporanea, contribuendo a svecchiare una mentalità ancorata ad antichi ed ingiusti preconcetti.

Personalità

Regina del foro e donna di grande carattere, Tina Lagosteni Bassi ha segnato la storia giudiziaria e civile della nostra Nazione, contribuendo a svecchiarne le leggi e il linguaggio. Scrittrice e volto televisivo, seppe farsi promotrice di un’emancipazione femminile che non attingeva alla vocazione sovversiva, ma al riconoscimento della dignità di ogni donna. Nel documentario “Processo per stupro”, ispirato alla sua opera e seguito da milioni di telespettatori in tutto il mondo, si affrontava il delicato tema della violenza sessuale nell’ordine del reato alla persona e non più – come avvenuto fino ad allora – in riferimento al solo aspetto morale. In merito alle vittorie ottenute in campo legale, ebbe a dire: “Le donne mi hanno aiutato a capire una cosa molto importante per un avvocato: che la legge non è sufficiente. Può contribuire a modificare un atteggiamento culturale, ma è necessario che fuori dalle aule dei tribunali, nella società, nella mentalità di uomini e donne si modifichino comportamenti e pensiero”.